Consolato Generale d'Italia  Zurigo

Corsi di lingua e cultura

Programma dei corsi

La legge scolastica italiana parla di "corsi integrativi" proprio perché in essi non vengono insegnate materie affidate alla scuola locale (matematica, fisica, ...) ma solo la lingua italiana ed argomenti di cultura generale riguardanti l'Italia, come storia e geografia. Si tratta di un programma che integra il  percorso formativo della scuola locale.

Al termine della frequenza regolare del corso di italiano - dalla 1° alla 8° classe - e con il conseguimento del relativo attestato di studio, il ragazzo italiano avrà una buona conoscenza dell'italiano sia come mezzo per stabilire rapporti sociali che come oggetto culturale.

Nella 2° classe di norma, ma anche nella prima, gli alunni iniziano i primi contatti con la lingua italiana:  si privilegia il linguaggio orale, le funzioni dell'ascolto e del parlare attraverso una metodologia moderna ed attiva (giochi linguistici, esposizioni di fatti ed esperienze personali).

Nelle successive classi 3°, 4°, 5° si sviluppano le funzioni del leggere e dello scrivere in modo che l'alunno al termine del ciclo elementare sappia produrre comunicazioni semplici e chiare anche nel presentare le iniziali conoscenze della geografia e della storia italiana.

Nel programma dei corsi a livello medio (6°, 7°, 8° classe)  gli alunni proseguono nello studio della lingua per quanto riguarda le strutture grammaticali e sintattiche oltre ad ulteriori conoscenze degli aspetti storiografici e politico-sociali dell'Italia.

Rahmenlehrplan - Programmi didattici di orientamento
Corsi di lingua e cultura del Paese d’origine
Italienische Fassung (Novembre 2003)  

Traduzione a cura di: Ottavia Pancheri - Teresa Raus Gallazzini - Carlo Matriciani

Introduzione
1. Scopi educativi  
2. Evoluzione dei corsi di lingua e cultura dagli inizi ad oggi   
3. L’insegnamento nei corsi di lingua e cultura – significato e suoi fondamenti
4. Presupposti organizzativi
4.1 Regolamento sull’organizzazione dei corsi di lingua e cultura   
4.2 Principi di didattica   
4.2.1  Formazione elementare    
4.2.2 Valutazione 
4.2.3 Compiti 
4.2.4 Materiali e sussidi didattici 
4.2.5 Metodologia     
4.3 Collaborazione   
4.3.1 Collaborazione tra scuola e famiglia 
4.3.2 Collaborazione tra docenti dei corsi di lingua e cultura, docenti di classe, docenti di sostegno per alunni di madrelingua diversa da tedesco e docenti delle classi speciali di inserimento di tipo E
4.3.3 Collaborazione con le autorità locali e cantonali     
5. Peculiarità dell’insegnamento nei corsi di lingua e cultura
5.1 Lingua del Paese d’origine  (Ambito linguistico)  
5.2 Cultura del Paese d’origine  (Ambito antropologico)  
5.3 Indicazioni riguardanti l’insegnamento nei vari livelli  
6. Obiettivi didattici generali dell’insegnamento nei corsi di lingua e cultura
6.1 Lingua   
6.2 Uomo e ambiente
7. Quadro sinottico delle tematiche generali e articolazioni didattiche per cicli
8. Glossario

INTRODUZIONE

Da trent’anni docenti di diverse regioni linguistiche e culturali del mondo, con l’autorizzazione del Consiglio Cantonale dell’Istruzione, svolgono attività di insegnamento in corsi di lingua e cultura del Paese d’origine. La regolamentazione introdotta nel 1992 dal Consiglio Cantonale dell’Educazione ha riconosciuto ai corsi di lingua e cultura una precisa collocazione all’interno della scuola dell’obbligo del Cantone di Zurigo e ne ha fissato i principali criteri di funzionamento.

I docenti dei corsi di lingua e cultura vengono assunti dal proprio Stato o da un ente gestore privato per insegnare la prima lingua ai nostri scolari provenienti da famiglie immigrate.  

Alla Direzione Cantonale dell’Istruzione i corsi di lingua e cultura sono seguiti sul piano professionale ed amministrativo dalla Divisione di Pedagogia Interculturale del Reparto Scuola dell’obbligo. In esso operano da tempo un “Gruppo di coordinamento” e una “Commissione pedagogica”, composti da rappresentanti di enti gestori pubblici e privati dei corsi di lingua e cultura e della scuola dell’obbligo del Cantone di Zurigo. In questi organismi vengono discussi orientamenti generali e questioni di ordine pedagogico ed organizzativo.

Negli ultimi anni si è riconosciuto ai corsi di lingua e cultura un valore sempre crescente ai fini dell’integrazione e del successo scolastico degli alunni di lingua straniera o plurilingui. Per garantire e migliorare la qualità dei corsi di lingua e cultura si è ritenuto importante uniformare i vari programmi didattici e armonizzarli con quelli del cantone di Zurigo. Queste riflessioni hanno portato all’elaborazione dei presenti programmi quale complemento sul piano pedagogico degli orientamenti di tipo strutturale già in vigore da anni.

I membri della “Commissione Pedagogica” e del “Gruppo di Coordinamento”, hanno elaborato questo documento sotto la direzione della dott.ssa Tamara De Vito, responsabile cantonale per i corsi di lingua e cultura. In questi due organismi sono rappresentati tutti gli enti gestori dei corsi di lingua e cultura riconosciuti dal Consiglio Cantonale dell’Istruzione. Membri del gruppo di lavoro erano: Francesco Contu, Tamara De Vito, Béa Di Concilio, Annina Felix, Luisa Holzknecht, Carlo Matriciani, Zeynep Sanli e Radmila Simiç. Il gruppo di lavoro si è avvalso della collaborazione e della consulenza delle esperte Renata Achermann e Marianne Sigg Frei, dei membri della Commissione pedagogica, di Markus Truniger e Gert Wülser Schoop del Dipartimento di Pedagogia Interculturale della Divisione Scuola dell’obbligo. Attraverso un’ampia consultazione le istituzioni svizzere e straniere hanno espresso giudizio favorevole su questi programmi didattici.

L’elaborazione dei programmi è avvenuta in modo graduale:

Con questo metodo di lavoro accurato e impegnativo si è potuto raggiungere un ampio consenso. Sia gli enti gestori dei corsi di lingua e cultura che le autorità scolastiche e gli insegnanti delle scuole dell’obbligo di Zurigo hanno approvato i presenti programmi. Questa premessa garantisce che essi vengano accolti con favore e realizzati con efficacia. Ringrazio sentitamente tutti i partecipanti per il lavoro svolto con impegno e competenza.

Consigliere di Stato Prof. Dr. Ernst Buschor

 

1. Scopi educativi  
Lo scopo prioritario di questo quadro pedagogico è di armonizzare gli obiettivi educativi dei corsi di lingua e cultura, proponendo una cornice di riferimento, all’interno della quale i singoli gestori possano specificare gli obiettivi propri e definirne i contenuti. Questi programmi si attengono strettamente alla struttura, allo spirito e ai concetti di quelli della scuola dell’obbligo zurighese e mirano a perseguire le seguenti finalità:

Tutto ciò porta ad una rivalutazione dei corsi nel sistema formativo zurighese. Se i corsi riusciranno a sviluppare in maniera ottimale il potenziale linguistico e le competenze interculturali già presenti negli alunni, non ne trarranno vantaggio solo i singoli ma tutta la società.

I programmi hanno carattere di raccomandazione e si intendono come linee guida e traccia di lavoro:  
costituiscono una base di riferimento per nuovi gestori che vogliano istituire corsi di lingua e cultura. Gli insegnanti di enti gestori statali tengono presenti i contenuti proposti (vedi cap. 7) armonizzandoli con i programmi ministeriali dei paesi d’origine[1]. A tale proposito occorre tenere presente che gli insegnanti dei corsi - che operano con gruppi eterogenei per età e competenze e con un tempo scuola di due ore settimanali – si limiteranno a trattare l’essenziale sia in relazione agli obiettivi che nella scelta dei contenuti.

Per una migliore comprensione, sono stati aggiunti dei capitoli che vanno oltre i contenuti di un programma didattico in senso stretto: il capitolo 2 informa sull’evoluzione dei corsi di lingua e cultura e il capitolo 4, par. 1, sul Regolamento vigente nel cantone di Zurigo. In analogia con i programmi didattici cantonali, anche per i programmi didattici per i corsi lingua e cultura vengono dapprima formulate idee guida (cap. 3); poi vengono descritti i presupposti organizzativi (cap. 4), per giungere infine al livello più concreto di questi programmi con le peculiarità dei corsi (cap. 5) e con gli obiettivi didattici generali (capitolo 6). Questi devono essere conseguiti al termine della scuola dell’obbligo, che nel Cantone di Zurigo ha una durata di nove anni. In questi programmi non sono indicati né gli obiettivi a medio termine (di ciclo) né quelli specifici (di classe). Questa specificazione viene lasciata in linea di principio ai singoli enti gestori e rispettivamente ai docenti dei corsi. Il capitolo 7 riporta a titolo orientativo una selezione di tematiche generali e delle relative articolazioni per ciclo. Nel glossario (cap. 8) vengono esplicitate le parole chiave che risultano indispensabili alla comprensione dei programmi e che contribuiscono a definire meglio la situazione specifica dei bambini provenienti da famiglie immigrate (Nel testo questi termini sono evidenziati in corsivo).

2. Evoluzione dei corsi di lingua e cultura dagli inizi ad oggi  
I primi corsi di lingua e cultura nel Cantone di Zurigo vennero istituiti negli anni trenta del secolo scorso per iniziativa di rifugiati politici italiani. Con l’aumento dell’immigrazione italiana crebbe continuamente anche il numero dei corsi. Tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta anche associazioni di genitori di altre nazionalità cominciarono ad organizzare tali corsi, che progressivamente furono rilevati dai rispettivi Stati di provenienza. La Direzione Cantonale dell’Istruzione all’inizio autorizzò solo gli immigrati italiani a svolgere tali corsi all’interno della scuola dell’obbligo. Questi, inoltre, non erano ancora collocati nel sistema scolastico zurighese! (21 giugno 1966: primo decreto del Consiglio dell’Educazione del Cantone di Zurigo sui corsi di lingua e cultura).

Con un successivo decreto (16 maggio 1972) il Consiglio Cantonale dell’Educazione diede facoltà ai Consigli scolastici comunali di inserire i corsi di lingua e cultura italiana e spagnola nel normale orario scolastico. Nello stesso anno la Conferenza Svizzera dei Direttori Cantonali dell’Educazione emanò una raccomandazione che invitava le autorità preposte a consentire lo svolgimento di due ore di insegnamento in lingua e cultura del Paese d’origine nel normale orario scolastico.

Nel 1982 i Consolati generali d’Italia e di Spagna ed un “Gruppo di coordinamento dell’Unione dei genitori stranieri nel cantone di Zurigo” fecero richiesta al Consiglio Cantoanle dell’Educazione di integrare i corsi di lingua e cultura nel sistema scolastico cantonale e di consentire la trascrizione del relativo voto nelle pagelle scolastiche. Con il decreto dell’8 novembre 1983, il Consiglio Cantonale dell’Educazione accolse queste richieste e autorizzò, in via sperimentale, lo svolgimento di corsi di lingua e cultura di tutte le nazionalità. Questa nuova regolamentazione rivalutò i corsi di lingua e cultura e ne aumentò la diffusione. Allo stesso tempo gli enti gestori dei corsi, le autorità zurighesi e il corpo insegnante cominciarono a collaborare con maggiore coordinazione (sviluppo di specifici programmi e materiali didattici per i corsi di lingua e cultura, corsi di aggiornamento, progetti pilota). A conclusione di una fase sperimentale di otto anni seguì la valutazione che diede avvio all’iter per un successivo decreto del Consiglio Cantonale dell’Educazione.

Il vigente “Regolamento sullo svolgimento dei Corsi di lingua e cultura del Paese d’origine” (Decreto del Consiglio Cantonale dell’Educazione dell’11 giugno 1992), ha ancorato i corsi all’interno del sistema scolastico zurighese. Questo regolamento rende possibile per la prima volta il riconoscimento di nuovi enti gestori, anche non statali.

Ancora negli anni ottanta solo alcuni Paesi di emigrazione, oltre all’Italia, organizzavano corsi di lingua e cultura e soltanto a partire dagli anni novanta entrarono in scena altri enti gestori: ai tradizionali sei Paesi – Italia, Spagna, Jugoslavia, Turchia, Grecia e Portogallo – si aggiungevano in continuazione altri enti gestori.

I corsi vengono finanziati da enti gestori e in parte anche con contributi dei genitori.

Nell’anno scolastico 2002/03 circa 185 docenti hanno insegnato lingua e cultura nel Cantone di Zurigo a 9.500 alunni e alunne in oltre 20 lingue.

I corsi di lingua e cultura organizzati da Consolati e Ambasciate e riconosciuti dal Cantone sono:

Greco

Portoghese

Spagnolo

Italiano

Serbo

Turco

Croato

Sloveno

Ungherese

Corsi di lingua e cultura riconosciuti dal Cantone e gestiti da enti non statali:

Albanese

Coreano

Francese

Cinese

Portoghese  (Brasiliano)

 

Finlandese

Spagnolo
(America Latina)

 

Corsi di lingua e cultura gestiti da altri enti:

Arabo

Bosniaco

Tamil

Arabo  (Marocco)

Macedone

Tibetano

Arabo  (Tunisia)

Persiano

 

Aramaico

Somalo

 

All’inizio degli anni novanta il numero dei frequentanti i corsi gestiti da enti riconosciuti era di circa 7500 bambini. A partire dal 1992, anno in cui venne emanato dal Consiglio Cantonale dell’Educazione il “Regolamento sullo svolgimento di corsi di lingua e cultura del Paese d’origine”, si registrò un’impennata delle frequenze.

Negli anni successivi questo numero aumentò costantemente. A partire dal 1995 si è stabilizzato tra le 9000 e le 9500 unità.

Esistono notevoli differenze tra le percentuali (in rapporto alle popolazioni scolastiche dei vari paesi d’origine) dei frequentanti i corsi organizzati dai diversi enti gestori. Mentre gli enti gestori spagnoli e greci raggiungono quasi tutti i “loro” bambini, quelli italiani e portoghesi ne raggiungono i due terzi e quelli turchi circa un terzo. La percentuale dei frequentanti di lingua slovena si colloca intorno al 50% e quella dei bambini di lingua croata raggiunge il 30%. Molto inferiore, con una partecipazione di circa il 10%, è la percentuale dei frequentanti i corsi jugoslavi e quelli per bambini di lingua albanese.

Le ragioni di queste enormi differenze sono molteplici. Bisogna considerare le percentuali delle rispettive naturalizzazioni che possono incidere in misura notevole sulle statistiche; ma possono risultare fattori determinanti anche la consistenza numerica dei gruppi linguistici, le condizioni organizzativo-finanziarie, la situazione politica nel Paese d’origine, ecc.. Il pensiero pedagogico di venti nazioni o regioni linguistiche sovranazionali è vivo nei corsi di lingua e cultura. Altrettanto numerose sono le motivazioni per l’emigrazione e/o per la fuga, diverse le storie, diversi i modi di vedere la vita in Svizzera, determinati dalla propria lingua e dalla propria cultura.

La tipologia dei corsi di lingua e cultura è varia come il loro numero. Senza voler limitare questa molteplicità, esiste l’esigenza di avvicinare la scuola dell’obbligo e i corsi di lingua e cultura. I presenti programmi vogliono contribuire a raggiungere questo obiettivo.

Originariamente i corsi erano finalizzati ad un eventuale (re)inserimento scolastico al momento del rimpatrio. Con il passar del tempo si sono aggiunti altri obiettivi che mirano a uno sviluppo bilingue e a una migliore integrazione dei bambini nella società locale. La maggior parte dei corsi di lingua e cultura sono aperti anche a bambini interessati di altre nazionalità, purché la lingua del corso sia la loro prima lingua e/o sussista una relazione con il “Paese d’origine” della lingua insegnata.

Per questa ragione sono in corso da parecchi anni diverse sperimentazioni, come i progetti pilota “HSK plus” nella scuola materna ed elementare, alla cui attuazione partecipa finanziariamente la città di Zurigo. In questi progetti pilota i corsi di lingua e cultura del Paese d’origine vengono integrati nell’orario scolastico obbligatorio e i docenti di lingua e cultura interagiscono nel plesso, per esempio in attività di teamteaching interculturale e nei rapporti scuola-famiglia.  

 

3. L’insegnamento nei corsi di lingua e cultura – significato e suoi fondamenti  
Significato:

Nei corsi di lingua e cultura del Paese d’origine i bambini e i giovani plurilingui ampliano la competenza nella lingua madre - eventualmente ne ricevono le basi - e la conoscenza della propria cultura d’origine oppure di quella di uno o di entrambi i genitori. Essi riflettono sul proprio trovarsi “fra mondi diversi” e acquistano la capacità di integrarsi nella società sia in Svizzera, sia in un altro Paese di accoglienza, sia nel Paese d’origine nel quale eventualmente tornassero. Nei corsi di lingua e cultura le alunne e gli alunni plurilingui ricevono un sostegno nel proprio sviluppo integrale: linguistico-cognitivo, culturale, sociale, emozionale.

  Fondamenti:

•  Nei corsi di lingua e cultura regna un’atmosfera positiva che si esprime nella gioia di apprendere, in esperienze significative, nel movimento e nel gioco.

I corsi di lingua e cultura aiutano le alunne e gli alunni in forma adeguata all’età e al livello iniziale a progredire nella lingua d’origine. Rafforzano la consapevolezza che il bilinguismo è una potenzialità aggiuntiva che hanno a disposizione. Il plurilinguismo, considerato come un bene sociale, viene valutato positivamente.

Nell’attuale società multiculturale il plurilinguismo acquista sempre maggiore importanza, è una risorsa sociale, culturale ed economica. I giovani plurilingui hanno maggiori occasioni di accesso al mondo del lavoro e possono ampliare le proprie prospettive nella scelta della professione.

  I bambini e i giovani imparano a convivere con differenti proposte di identità che emergono dalle diverse appartenenze, culture, tradizioni e storie.

  I corsi sostengono le alunne e gli alunni nello sviluppo personale. Per questo utilizzano il vissuto e le conoscenze dei bambini, per quanto riguarda sia la cultura d’origine che quella del Paese di accoglienza, approfondendole e riflettendole. Il vissuto e le conoscenze comprendono sistemi di valori e norme, usi e costumi, storia o religione. Insegnamenti religiosi confessionali e ideologie partitico-politiche non costituiscono materia di insegnamento dei corsi di lingua e cultura.

  I corsi sostengono le alunne e gli alunni nella loro capacità di risolvere conflitti, nelle loro competenze interculturali e nella loro capacità di giudizio. Essi promuovono una formazione personale aperta, tollerante e antirazzista.

  I corsi aiutano gli scolari ad integrarsi nel Paese di accoglienza. Hanno una funzione di ponte: a livello scolastico sostengono l’interazione tra scuola e famiglia come pure l’integrazione dei bambini stranieri nella scuola dell’obbligo; a livello sociale sostengono i processi di integrazione tra le popolazioni autoctone e gli immigrati.

  I corsi sostengono le alunne e gli alunni a (ri)ambientarsi in caso di un eventuale rimpatrio e soprattutto a (re)inserirsi scolasticamente.

•  L’insegnamento nei corsi di lingua e cultura si rifà ai dieci principi fondamentali indicati dai programmi didattici del Cantone di Zurigo quale riferimento ideale per la scuola dell’obbligo: intereresse alla conoscenza e capacità di orientamento, volontà di assumere responsabilità, disponibilità all’impegno, capacità di dialogo e di solidarietà, consapevolezza delle tradizioni, coscienza ecologica, capacità di giudizio e di critica, franchezza e serenità.

4. Presupposti organizzativi

4.1 Regolamento per lo svolgimento dei corsi di lingua e di cultura del Paese d’origine

L’11 giugno 1992 il Consiglio dell’Educazione del Cantone Zurigo ha emanato il seguente regolamento.

Definizione

§1. Nei corsi di lingua e cultura del Paese d’origine i bambini e i giovani di lingua straniera ampliano le conoscenze della propria madrelingua e della propria cultura d’origine.

La frequenza dei corsi di lingua e cultura viene raccomandata ma è facoltativa.

Gestione

§2. Gestori dei corsi di lingua e cultura sono i Consolati o le Ambasciate dei Paesi d’origine dei bambini di lingua straniera.

Altri enti gestori possono essere riconosciuti, a richiesta, dal Consiglio Cantonale dell’Educazione.

Ambito di applicazione

§3. I corsi di lingua e cultura sono autorizzati in tutte le classi della scuola dell’obbligo ad eccezione della prima elementare.

Possono frequentare i corsi anche gli alunni e le alunne della scuola secondaria in età dell’obbligo.

Per la scuola materna la competenza spetta ai comuni, ai quali si raccomanda di autorizzare la formazione di gruppi di apprendimento di lingua e cultura del Paese d’origine nelle scuole materne. Le attività nei corsi di lingua e cultura nelle scuole materne non devono comprendere l’insegnamento della lettura e della scrittura.

Iscrizione

§4. I genitori iscrivono i bambini durante la prima classe della scuola elementare tramite gli insegnanti di classe. Questi trasmettono i moduli d’iscrizione ai gestori dei corsi per il tramite delle autorità scolastiche comunali (Schulpflege). Per quanto riguarda la scuola materna l’iscrizione ai corsi spetta ai gestori e ai comuni. Alunne ed alunni trasferiti nel corso dell’anno scolastico possono essere iscritti direttamente dai genitori presso i gestori. I gestori informano direttamente i genitori sugli orari, sulle sedi dei corsi e sugli insegnanti (anche sull’eventuale mancata istituzione di un corso). I corsi cominciano all’inizio dell’anno scolastico.

L’iscrizione obbliga alla frequenza regolare ed è valida fino a revoca da parte dei genitori. Di regola questo è possibile solo alla fine dell’anno scolastico.

Durata e tempi dei corsi

§5. I corsi comprendono al massimo quattro lezioni settimanali.

Per la scuola materna si raccomanda un massimo di due lezioni settimanali. I comuni sono obbligati, su richiesta dei gestori, ad integrare due lezioni settimanali nel normale orario di insegnamento[2]. Per la frequenza dei corsi le alunne e gli alunni vengono dispensati, all’occorrenza, per un massimo di due ore dalle lezioni che si svolgono contemporaneamente nella scuola dell’obbligo. I gestori comunicano alle autorità scolastiche comunali entro il 31 marzo gli orari desiderati per l’anno scolastico successivo. Gli orari definitivi vengono fissati in accordo tra i gestori e le autorità scolastiche comunali. I gestori informano le autorità scolastiche comunali e la Direzione Cantonale dell’Educazione (Reparto Pedagogico, Pedagogia per Stranieri) all’inizio dell’anno scolastico sulla definitiva organizzazione dei corsi (classi, orari, aule, insegnanti).

Aule

§6. I Comuni, per quanto possibile, mettono a disposizione gratuitamente adeguati locali per i corsi di lingua e cultura. Gli insegnanti dei corsi sono tenuti a provvedere all’osservanza del regolamento interno delle scuole.

Entro il 31 marzo di ogni anno i gestori comunicano alle autorità scolastiche comunali gli orari desiderati e il numero di aule necessarie.

Sussidi e materiali didattici

§7. I Comuni mettono gratuitamente a disposizione degli insegnanti dei corsi di lingua e cultura, preventivamente istruiti sulle modalità d’uso sia tecniche che relative ai regolamenti scolastici comunali e di plesso, sussidi tecnico-didattici (fotocopiatrice, lavagna luminosa e altro) e materiale di facile consumo (gessi, quaderni, carta, ecc.).

L’acquisto del materiale didattico compete ai gestori dei corsi.

Registrazione del voto sulla pagella

§8. Gli alunni di lingua straniera che frequentano i corsi di lingua e cultura ricevono un voto di rendimento in questi corsi. Il voto assegnato dai docenti dei corsi viene registrato sulla pagella dagli insegnanti di classe della scuola locale[3].

Ulteriori forme di integrazione

§9. Su specifica richiesta il Consiglio Cantonale dell’Educazione può autorizzare in via sperimentale ulteriori forme di integrazione dei corsi.

Collaborazione didattico-pedagogica

§10. Gli insegnanti dei corsi, della scuola dell’obbligo e della scuola materna collaborano all’educazione degli alunni di lingua straniera. Gli insegnanti dei corsi possono essere invitati alle riunioni dei collegi di plesso e di circolo.

Agli insegnanti della scuola dell’obbligo si raccomanda di recepire il giudizio degli insegnanti dei corsi per la valutazione complessiva degli alunni di lingua straniera ai fini dell’ammissione alla classe successiva e ai livelli differenziati della scuola media[4].

Coordinamento

§11. Per la Direzione Cantonale dell’Educazione i compiti di coordinamento relativi ai corsi di lingua e cultura sono assegnati alla Sezione di Pedagogia per Stranieri del Reparto Pedagogico[5].

Lo scambio di informazioni, l’esame di argomenti di ordine teorico e organizzativo, la trattazione di problemi di natura pedagogica, didattica e metodologica avvengono all’interno del “Gruppo di coordinamento” e della “Commissione Pedagogica” per i corsi di lingua e cultura. Membri dei due organismi sono rappresentanti della scuola dell’obbligo e almeno un rappresentante dei vari enti gestori.

In modo particolare, i piani di lavoro ed il materiale didattico dei corsi di lingua e cultura dovrebbero armonizzarsi con quelli della scuola zurighese ed essere finalizzati alle particolari esigenze di apprendimento degli scolari di lingua straniera che vivono qui.

Il Pestalozzianum attua corsi di aggiornamento per gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura, in particolare corsi iniziali di orientamento e corsi di tedesco.

Alle Autorità scolastiche comunali si raccomanda di nominare, in caso di necessità, dei coordinatori responsabili per il territorio di competenza. Questi hanno il compito di concordare in tempo utile sia gli orari che l’utilizzo degli spazi.

Insegnanti

§ 12. La selezione e l’assunzione degli insegnanti sono competenze degli enti gestori.

Gli enti gestori sono tenuti a

Nel caso in cui un insegnante non soddisfi le condizioni sopra indicate, la Direzione Cantonale dell’Educazione invita gli enti gestori a prendere i dovuti provvedimenti o a sostituire l’insegnante; in casi estremi può revocargli il permesso di insegnare nei corsi di lingua e cultura all’interno della scuola d’obbligo.

Finanziamento

§13. Il finanziamento dei corsi di lingua e cultura compete agli enti gestori.

Copertura assicurativa

§14. La copertura assicurativa degli alunni durante la frequenza dei corsi di lingua e cultura e nel percorso tra casa e scuola segue la stessa regolamentazione stabilita dai Comuni per la scuola dell’obbligo.

Vigilanza

§15. I corsi di lingua e cultura sono sottoposti alla vigilanza degli enti gestori per quanto riguarda i contenuti, la didattica e la metodologia, e a quella delle Autorità scolastiche comunali e circoscrizionali per quanto previsto da questo Regolamento. Le modalità della vigilanza sono lasciate alla discrezione delle suddette Autorità.

Il controllo delle assenze e l’assunzione di eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti di alunni negligenti sono regolati dagli enti gestori. Alle Autorità scolastiche comunali e agli insegnanti locali è consentito, su richiesta, prendere visione del registro delle assenze.

In presenza di situazioni problematiche si svolgerà una consultazione tra l’ente gestore e la competente Autorità scolastica comunale. Nei casi più gravi, ai quali non sia stato posto rimedio nonostante formale sollecito, la Direzione Cantonale dell’Educazione, su richiesta delle Autorità scolastiche comunali e circoscrizionali, può revocare agli enti gestori competenti l’autorizzazione allo svolgimento dei corsi contestati.

 

4.2 Principi di didattica

4.2.1 Formazione elementare

Per i corsi in lingua e cultura del Paese d’origine vengono selezionati contenuti significativi e specifici. Dovrebbero stimolare sia l’interesse degli alunni a formulare domande individuali e ad elaborare risposte adeguate sia la gioia di apprendere cose nuove. Ciò che si è appreso viene riutilizzato in altri contesti.

L’insegnamento parte dal vissuto e dagli interessi dei bambini e suscita nuove curiosità. È auspicabile dare concretezza agli argomenti trattati. L’apprendimento deve essere adeguato alle capacità espressive degli alunni. Le tappe del processo di apprendimento e le relative esercitazioni dovrebbero corrispondere al livello individuale degli alunni.

Durante le lezioni sarà dato il dovuto spazio ad attività ludiche e orali, in particolare nelle classi del primo ciclo. L’insegnamento dovrebbe promuovere negli alunni la capacità di apprendere con gradualità e in autonomia.

4.2.2 Valutazione delle alunne e degli alunni

La valutazione aiuta il bambino nel processo di apprendimento. Essa è il risultato di una osservazione complessiva (valutazione globale) che prende in considerazione sia le competenze oggettive, sia le modalità di lavoro e di apprendimento che il comportamento. La valutazione rafforza l’autostima ed educa gli alunni alla progressiva autovalutazione.

I criteri di valutazione usati nei corsi di lingua e cultura tengono conto di quelli della scuola dell’obbligo zurighese. Alla fine di ogni semestre gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura rilasciano un attestato con il voto che viene trasmesso agli insegnanti di classe e da questi riportato nella pagella della scuola dell’obbligo.

Gli insegnanti dei corsi collaborano con gli insegnanti di classe dei propri alunni alla definizione della valutazione (specialmente in relazione alla promozione e al passaggio di ciclo).

4.2.3 Compiti per casa

I compiti per casa consolidano in modo significativo il lavoro svolto a scuola. Essi costituiscono un’occasione extrascolastica per riflettere su quanto appreso. Gli alunni devono poter eseguire i compiti senza l’aiuto diretto dei genitori. È tuttavia auspicabile che i genitori si interessino al lavoro dei propri figli nei corsi. Nell’assegnare i compiti gli insegnanti tengono in debito conto le capacità degli alunni, evitando situazioni di sovraccarico.

4.2.4 Materiali e sussidi didattici

I materiali e i sussidi didattici vengono acquistati e messi a disposizione dagli enti gestori. Nella scelta va posta la doverosa attenzione alle particolari situazioni nelle quali si trovano gli alunni dei corsi (bilinguismo, esperienza di migrazione). Tali materiali sono un valido aiuto per soddisfare le esigenze dei programmi in quanto commisurati ad esse e orientati alla loro realizzazione.

4.2.5 Metodologia

Tenendo conto dei principi didattici fondamentali e di questi programmi, per l’impostazione dell’insegnamento ai docenti dei corsi è data libertà di scelta del metodo. Essi scelgono la metodologia che in determinate situazioni di apprendimento meglio si adatta agli obiettivi e ai contenuti, come pure alle alunne e agli alunni e agli insegnanti stessi. Sarà cura degli insegnanti utilizzare una pluralità di approcci metodologici quali: lezione frontale, lavoro individuale, lavoro di gruppo, lavoro complesso su progetto.

La scelta del metodo tiene conto della eterogeneità del gruppo in quanto le alunne e gli alunni provengono da diverse classi e da diversi plessi, hanno età diverse, diverse storie personali e diverse competenze linguistiche.

4.3. Collaborazione

4.3.1 La collaborazione scuola – famiglia

La collaborazione tra scuola e famiglia è fondamentale ed ha una grande influenza sull’apprendimento e sul successo scolastico degli scolari e degli studenti. Il mantenimento di regolari contatti con i genitori ha un effetto positivo sul successo scolastico; ciò richiede che gli insegnanti informino le famiglie su ciò che accade a scuola e definiscano con loro in quale modo possono sostenere i figli nello studio.

In questo tipo di collaborazione gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura possono essere di valido aiuto agli insegnanti di classe e agli insegnanti di tedesco (tedesco per i bambini di lingua straniera, tedesco per gli alunni delle classi speciali di inserimento di tipo E). Possono anche svolgere la funzione di mediatori culturali, compito che richiede una buona competenza nelle due lingue e una buona conoscenza dei sistemi scolastici. Gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura insieme agli insegnanti di classe possono organizzare e condurre riunioni con i genitori.

In accordo con gli insegnanti di classe e con le autorità scolastiche locali, gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura – compatibilmente con la propria disponibilità oraria, nell’ambito degli obblighi di servizio o dietro compenso – svolgono attività di traduzione e di consulenza.

4.3.2 Collaborazione tra insegnanti dei corsi di lingua e cultura, insegnanti di classe e insegnanti di tedesco (tedesco per bambini di lingua straniera, tedesco per alunni delle classi speciali di inserimento di tipo E).

Ha un effetto fondamentalmente positivo sull’apprendimento delle alunne e degli alunni la collaborazione di tutti gli insegnanti che interagiscono con loro.

I corsi di lingua e cultura e gli insegnanti che li svolgono sono parte integrante della scuola. Gli insegnanti di classe, gli insegnanti di tedesco per gli alunni di lingua straniera, gli insegnanti delle classi di inserimento di tipo E e gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura ricercano il reciproco contatto. In qualità di componenti del collegio docenti gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura possono partecipare alle attività della scuola. Essi sono coinvolti nei processi di cambiamento della scuola. In particolare possono contribuire alla valutazione degli alunni e, attraverso la mediazione culturale, alla composizione di conflitti di ordine socio-culturale. I collegi dei docenti della scuola dell’obbligo invitano gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura alle proprie conferenze quando all’ordine del giorno vi siano argomenti di interesse comune.

Sono da apprezzare incontri regolari, anche a cadenza annuale, tra gli insegnanti di classe, gli insegnanti di tedesco per alunni di lingua straniera, gli insegnanti delle classi di inserimento di tipo E e gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura.

Questi incontri hanno come obiettivo la conoscenza reciproca, lo scambio di competenze e di esperienze così come la discussione di problemi e di bisogni. L’organizzazione di tali incontri spetta all’autorità scolastica comunale, a quella circoscrizionale o al collegio dei docenti.

Le scuole con un’alta percentuale di alunni bilingui traggono grande vantaggio dall’istituzionalizzazione di una stretta collaborazione con gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura. Ciò comporta la possibilità di dare un sostegno comune a singoli alunni, di realizzare progetti interculturali o anche di informare e di consigliare i genitori.

Il progetto di sviluppo dell’offerta formativa QUIMS (Qualità nelle scuole multiculturali), promosso dalla Direzione Cantonale dell’Istruzione, prevede nel suo modulo per la promozione linguistica che i corsi di lingua e cultura non debbano più essere attività collaterali ma parte integrante del programma delle scuole QUIMS.

4.3.3 Collaborazione con le autorità locali e cantonali

Le Autorità scolastiche locali e cantonali contribuiscono al funzionamento armonico dei corsi di lingua e cultura all’interno della scuola dell’obbligo.

Le Autorità e gli insegnanti dei corsi di lingua e cultura hanno cura di avere contatti e scambi regolari.

Le Autorità locali hanno l’obbligo della sorveglianza sui corsi di lingua e cultura come stabilito dal regolamento emanato dal Consiglio Cantonale dell’Istruzione.

 

5. Peculiarità dell’insegnamento

5.1 “Lingua del Paese d’origine”

(Ambito “Lingua”)

La situazione linguistica di partenza degli alunni nella lingua del Paese d’origine può essere molto differenziata. L’insegnamento si basa sui prerequisiti linguistici degli alunni. Partendo dalla “Lingua familiare” o dal dialetto familiare esso si avvicina gradualmente alla lingua standard.

Inoltre le conoscenze linguistiche nella lingua del Paese d’origine di un alunno o degli alunni nel contesto di una classe possono corrispondere a quelle della prima lingua o a della seconda lingua. Nei corsi di lingua e cultura è necessario, perciò, impostare l’insegnamento sia con approcci metodologici e didattici per il consolidamento e l’ampliamento della prima lingua, sia con metodologie di insegnamento di una lingua straniera.

I bambini ed i giovani ampliano la propria abilità linguistica svolgendo un’analisi comparata, a seconda del proprio livello, tra la lingua del corso e quella tedesca e scoprono importanti interferenze o analogie tra le due lingue.

L’uso corretto della lingua del Paese d’origine è determinante per l’insegnamento delle regole ortografiche e grammaticali; tuttavia le alunne e gli alunni non imparano l’ortografia e la grammatica come competenze fini a se stesse.

Il lavoro sul lessico li mette in condizione di esprimersi in modo appropriato in situazioni comunicative e su argomenti diversi.

Essi devono essere messi in condizione di usare la lingua parlata e scritta il più spesso e nel modo più diretto possibile. Gli insegnanti utilizzano a tale scopo proposte delle alunne e degli alunni e avvenimenti di attualità. Il contatto creativo con testi letterari scelti - classici e moderni - sviluppa l’interesse per la lingua standard.

In tal modo le alunne e gli alunni percepiscono i cambiamenti e l’evoluzione della lingua nel Paese d’origine.

Se nelle lingue dei corsi non si usa l’alfabeto latino, l’insegnamento tiene conto del fatto che per lo più le alunne e gli alunni sono già stati alfabetizzati in lingua tedesca e con l’alfabeto latino. Gli insegnanti dei corsi ne tengono conto nell’introduzione della seconda scrittura (tempi, modi, obiettivi).

5.2 Cultura del Paese d’origine”

(Ambito “Uomo e ambiente”)

Gli alunni si confrontano con la propria particolare condizione di bambini bilingui, figli di immigrati. In un corso di lingua e cultura essi hanno in comune la lingua, il Paese d’origine, analoghe esperienze legate all’immigrazione e all’appartenenza ad una minoranza. Diverse sono le esperienze e le relazioni personali nel Paese d’origine. Tuttavia devono essere prese in considerazione le diversità di religione, di condizione sociale, di concezione della vita e di particolarità geografiche esistenti all’interno dello stesso Paese d’origine.

La scala dei valori del Paese d’origine va tematizzata. Ne può scaturire un confronto con quella delle Svizzere e degli Svizzeri. La presa di coscienza dei valori comuni e delle differenze aiuta gli alunni ad elaborare una propria scala di valori. Questo processo favorisce lo sviluppo di una personalità autonoma, che richiede l’integrazione di diversi sistemi di riferimento. Allo stesso tempo tale interazione rinforza l’autocoscienza delle alunne e degli alunni.

Le alunne e gli alunni devono acquisire la consapevolezza delle esperienze derivanti dai processi di emigrazione e di immigrazione - esperienze di migrazione - e quelle riguardanti la convivenza di due culture nella vita quotidiana.

Nei corsi di lingua e cultura vengono trattati anche temi concreti. Si approfondisce la conoscenza della cultura del Paese d’origine. Vengono svolte ricerche su modi di vivere, usi, tradizioni e feste del Paese d’origine e si possono rilevare punti di contatto con la cultura svizzera. Le ricerche devono prendere lo spunto da avvenimenti concreti.

Le alunne e gli alunni apprendono la storia e la geografia del Paese d’origine attraverso lo studio di episodi scelti. Fanno parte dell’insegnamento anche riferimenti alla vita odierna sia nel Paese d’origine che in quello di accoglienza.

Occorre promuovere comportamenti aperti e tolleranti. Confronti liberi da pregiudizi tra le diverse regioni d’origine, dialetti o lingue e religioni, come pure raffronti tra il Paese d’origine e la Svizzera o altri Paesi e culture costituiscono la base per la costruzione di una formazione interculturale. Questa aiuta a sviluppare la capacità di convivere, rispettandole, con culture diverse, di accettare compromessi, di risolvere conflitti.

5.3 Indicazioni riguardanti l’insegnamento nei vari livelli

Scuola materna[6]

I temi sviluppati sono correlati con il vissuto quotidiano dei bambini a casa, nel quartiere o alla scuola materna. Attraverso attività ludiche con materiali strutturati e in situazioni reali i bambini di questa età imparano a comprendere quello che ascoltano e ad agire di conseguenza, come pure a parlarne.

Ciclo inferiore (Classi 1-2-3)

Il punto di partenza è il vissuto quotidiano e personale dei bambini in famiglia, nel Paese d’origine e in quello d’accoglienza. A questa età sono ancora molto forti i legami dei bambini con la famiglia e la propensione ad assimilarne i valori.

Al centro delle attività ci sono il comprendere e le prime espressioni verbali in forma ludica. Nell’avviamento alla lettura e alla scrittura si tiene conto del fatto che l’alfabetizzazione avviene in lingua tedesca.

Ciclo intermedio (classi 4-5-6)

Per gli alunni e le alunne delle classi del ciclo intermedio il gruppo dei pari è molto importante. I ragazzi in questa fascia d’età sviluppano un interesse naturale per i diversi stili di vita e le diverse culture con cui vengono a contatto. Essi hanno in generale un rapporto positivo col proprio ambiente - famiglia, scuola, religione - che non mettono quasi mai in discussione. Di regola sono liberi da pregiudizi, aperti, spontanei nei confronti della propria cultura d’origine e interessati alle relazioni e ai legami con la famiglia nel Paese d’origine.

Nei corsi hanno un ruolo importante un’elevata capacità di comprensione e il leggere, come pure il parlare e lo scrivere.

Ciclo superiore (classi 7-8-9)

Nel ciclo superiore gli adolescenti cominciano a riflettere in maniera sempre più critica sui valori propri e dell’ambiente circostante. Di conseguenza essi prendono in qualche caso le distanze dai valori e dalle norme trasmessi dalle famiglie o li idealizzano. Spesso i giovani mettono in discussione anche il significato degli stessi corsi di lingua e cultura.

L’insegnante comprende questa situazione di frattura, se ne occupa e presenta criticamente in classe modelli di vita diversi. Ciò consente ai giovani di orientarsi, di sviluppare la propria personalità e di trovare la propria strada. In particolare i giovani vengono aiutati a integrare nella propria vita esperienze, scale di valori e appartenenze diverse.

L’insegnamento recepisce le loro capacità e conoscenze individuali e li aiuta a sviluppare una propria personalità ed una prospettiva professionale. Particolare importanza hanno la comunicazione orale e scritta, l’osservazione linguistica e l’educazione multimediale. I giovani hanno così l’occasione di utilizzare le competenze acquisite nelle varie lingue (prima lingua, tedesco, francese, inglese), di stabilire analogie e fare collegamenti all’interno del proprio sapere. Possono così ampliare le proprie competenze linguistiche e le prprie capacità di agire.

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6. Obiettivi didattici generali dell’insegnamento nei corsi di lingua e cultura

L’insegnamento nei corsi di lingua e cultura si basa sui programmi didattici previsti per le classi della scuola dell’obbligo relativamente agli ambiti linguistico e antropologico (uomo e ambiente). I seguenti obiettivi hanno un significato particolare per l’insegnamento nei corsi di lingua e cultura. Essi sono in parte ripresi dai programmi didattici zurighesi, in parte sono leggermente modificati, in parte espressamente definiti. In questi programmi manca la suddivisione degli obiettivi per i diversi cicli, poiché questa va realizzata solo in situazioni di concretezza operativa.

Spetta ai singoli gestori indicare gli obiettivi di massima per i diversi cicli e i relativi contenuti, affinché gli insegnanti possano tradurli nella propria programmazione concreta.

6.1 Lingua

Ascoltare e comprendere

Le alunne e gli alunni sono in grado di capire quello che viene detto nella propria lingua materna. Sono in grado di seguire discussioni, conferenze, programmi radiofonici e televisivi e imparano ad assumere un atteggiamento critico nei confronti di quello che sentono. Imparano ad interpretare quello che viene espresso anche attraverso l’inflessione della voce e il linguaggio del corpo.

Leggere

Le alunne e gli alunni trovano piacere nella lettura. Scoprono che leggere può divertire e arricchire.

La letteratura è un mezzo di espressione in ogni cultura. Le alunne e gli alunni devono conoscere esempi delle varie forme letterarie. Sanno dove e come procurarsi libri in lingua materna.

Conoscono diversi mezzi di comunicazione e tipi di testo.

Sanno ricavare informazioni specifiche da testi e chiedere o ricercare spiegazioni su ciò che non comprendono.

Parlare

Le alunne e gli alunni sono in grado di descrivere fatti e di esprimere opinioni e sentimenti. Sanno anche seguire il ragionamento altrui e porre domande.

Sanno leggere ad alta voce, realizzare ed esporre testi.

Scrivere

Le alunne e gli alunni trovano piacere nello scrivere.

Sono in grado di esporre i propri pensieri, situazioni reali e immaginarie. Sanno scrivere testi corretti anche dal punto di vista ortografico e grammaticale, servendosi, se necessario, di materiale di consultazione e di vocabolari.

Imparano che anche nella propria lingua d’origine hanno molteplici possibilità di esprimersi per iscritto utilizzando vari registri.

Riflessione linguistica

Graduali comparazioni tra le lingue permettono alle alunne e agli alunni di cogliere nell’uso della lingua somiglianze e differenze tra la lingua materna e il tedesco. Il plurilinguismo deve essere vissuto come arricchimento.

Scoprono che la lingua è varia, viva e variabile e che va usata in funzione delle situazioni. Riconoscono che la ricchezza del proprio lessico e la propria capacità di espressione sono strettamente legate al piacere di esprimersi nella propria prima lingua. Verificano che la lingua d’origine in alcuni settori è anche linguaggio specifico.

Con l’ascoltare, il leggere, lo scrivere e il parlare le alunne e gli alunni apprendono conoscenze grammaticali di base ed imparano ad applicarle. La conoscenza grammaticale non viene acquisita come fine a se stessa, ma è sempre funzionale all’apprendimento della lingua. Attraverso consegne mirate e ricerche apprendono ad ampliare le proprie cognizioni linguistiche e metalinguistiche.

Le alunne e gli alunni devono essere guidati nel passaggio dalla forma colloquiale nella lingua d’origine alla lingua standard.

Scrittura e caratteri

Le alunne e gli alunni imparano la scrittura della lingua materna nella misura in cui essa è necessaria per la comprensione della lingua scritta.

Gli strumenti di scrittura e l’impegno grafico devono essere adeguati alle esigenze del testo.

6.2 Uomo e ambiente

Individuo e comunità

Nel contatto con altre persone le alunne e gli alunni imparano ad ascoltare, a rispettare le sensibilità altrui e a dare ascolto ai propri interlocutori. Rielaborano continuamente l’immagine che si sono fatti di sé e degli altri.

Riflettono con consapevolezza sulla cultura d’origine e sviluppano la propria disponibilità nei confronti della cultura del Paese di accoglienza; comprendono che possono utilizzare elementi di entrambe le culture per formare la propria identità.

Attraverso la consapevole riflessione sulle molteplici esperienze vissute nell’ambito della famiglia, degli amici, della scuola, del Paese d’origine, dei connazionali e delle istituzioni religiose prendono coscienza della varietà dei rapporti e delle interazioni sociali. Comprendono che, come elemento della comunità, il singolo individuo ne subisce i condizionamenti e la condiziona a sua volta.

La religione - intesa come storia della religione e non come insegnamento confessionale - è un elemento della storia e della cultura d’origine. Raffronti con altre religioni - soprattutto se nel Paese d’origine ce ne sono diverse - o con quelle del Paese di accoglienza aiutano a conseguire una migliore comprensione per le diverse religioni.

Le alunne e gli alunni apprendono che per la convivenza umana sono indispensabili il rispetto reciproco e l'osservanza delle regole; ma si rendono anche conto che tali regole si basano su sistemi di valori e su norme che sono modificabili.

Comprendono che le risposte a tante domande fondamentali hanno carattere ideologico e che perciò possono essere valutate solo sulla base di sistemi di valori personali. Imparano a conoscere scale di valori e tradizioni della cultura d’origine e ne fanno oggetto di riflessione.

Si identificano con la propria cultura d’origine e nello stesso tempo si aprono alla cultura svizzera. Imparano ad integrare nella propria personalità le sensibilità della propria appartenenza ad entrambi gli ambienti. La consapevole osservazione di entrambi gli ambiti di esperienza riduce i conflitti di lealtà.

Sanno osservare gli obblighi sociali. Cercano di risolvere i conflitti in modo non violento, con il dialogo e nel rispetto reciproco. Imparano a gestire in modo responsabile gli spazi di autonomia al fine di partecipare attivamente al proprio sviluppo.

Nella fase di transizione verso la maturità imparano a tradurre linguisticamente le sensazioni proprie e altrui, ad esprimere le proprie paure e a parlare con consapevolezza di nuove sfide.

Un’elementare capacità di orientamento nei processi spirituali, psichici e fisici dell’uomo e il possesso di un lessico adeguato nella lingua d’origine li aiuta ad acquisire una profonda comprensione di sé e degli altri e a orientarsi nella vita. Dispongono del lessico necessario per parlare delle percezioni, dei bisogni, dei desideri personali.

Si comportano in modo responsabile per tutelare la salute psichica e fisica propria e altrui.

Natura e tecnica

Le alunne e gli alunni acquistano la consapevolezza che l’interazione tra natura, tecnica e uomo deve svolgersi nel rispetto di leggi universalmente valide.

Comprendono diversi livelli di sviluppo (tecnologico). Imparano nella lingua materna una selezione di termini dell’ambito disciplinare natura, uomo e tecnica.

Paese d’origine e mondo

Le alunne e gli alunni scoprono il proprio Paese d’origine o quello dei genitori con interesse e gioia.

Attraverso ricerche personali e con l’aiuto di immagini, di carte geografiche e di altri materiali multimediali, grazie a riflessioni e raffronti diretti con la Svizzera, riescono a farsi un quadro differenziato dei due Paesi.

Gli argomenti geografici, economici ed ecologici ampliano le conoscenze sul Paese d’origine. Queste fondamentali cognizioni li aiutano a osservare il Paese d’origine in tutti i suoi aspetti e a ordinare e a valutare le informazioni di fonti diverse. Li aiuta anche a orientarsi nel Paese d’origine.

Riflettono sui sistemi di vita e di lavoro del Paese d’origine e li mettono a confronto con quelli della Svizzera.

Hanno familiarità col Paese d’origine dei genitori. Entrano in contatto senza pregiudizi sia nel Paese d’origine che in Svizzera con persone appartenenti ad altri gruppi etnici, cercando di comprenderne le scale di valori e le forme di vita. Riconoscono i pregiudizi propri e altrui e imparano ad affrontarli in modo costruttivo.

Hanno occasione di mostrare i legami con il Paese d’origine della famiglia, con la Svizzera e con il resto del mondo.

Passato, presente, futuro

Le alunne e gli alunni scoprono e rispettano la storia e il patrimonio culturale del presente e del passato del Paese d’origine.

Grazie a una conoscenza storica di base essi possono ordinare avvenimenti, mutamenti e testimonianze del passato e del presente nel Paese d’origine. La storia dell'emigrazione assume un ruolo importante in questa attività.

Si rendono conto che ogni rappresentazione è soggettiva e contiene valutazioni personali. Capiscono che opinioni ed interessi diversi possono essere meglio compresi nel loro contesto storico.

Riconoscono che gli uomini influiscono sui mutamenti storici con il proprio sentire, pensare ed agire. Le alunne e gli alunni analizzano problemi regionali, nazionali e globali e ne scoprono gli effetti sul proprio ambiente.

Scoprono le connessioni tra politica, economia e cultura.

Hanno occasione di influenzare essi stessi i mutamenti presenti e futuri. Scoprono i processi politici, sanno interpretarli e sviluppano il senso della partecipazione democratica sia in Svizzera che nel Paese d’origine.

Conoscono i diritti fondamentali dell’uomo e del bambino e li fanno propri. Sanno che l'uomo è appena all’inizio della loro piena realizzazione.

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7. Quadro sinottico delle tematiche generali e delle articolazioni per cicli [7]  

Ambiti tematici

Ciclo inferiore

Ciclo intermedio

Ciclo superiore

Io e gli altri – Vivere assieme

Conoscersi; scuola; regole; amicizia; conflitti; maschi/femmine

Gruppi vari; regole diverse; cultura d’origine e altre culture; conflitti; tolleranza

Politica; società; minoranze; integrazione; cambiamenti in atto, razzismo, antirazzismo

Famiglia

La famiglia; parenti; visite

Suddivisione del lavoro e dei compiti; tipologie delle famiglie

(personale) comprensione dei ruoli; valori propri; valori comuni (etica)

Gioco; tempo libero

Giocare assieme; spazi per il gioco; tempo libero; giocattoli: moderni e tradizionali

Offerte diverse per il tempo libero; sport; giochi al computer; gruppi giovanili

Il tempo libero; punti d’incontro dei giovani; culture giovanili (musica, lingua); gruppo dei pari; esperienze multimediali

Abitare; quartiere; città

Abitazione; casa; dintorni; percorso casa-scuola; traffico

Quartiere/paese; negozi; mezzi di trasporto; case e abitazioni

Confronto tra i tipi di abitazione in Svizzera e nel Paese d’origine; modifiche nel tempo

Feste; festività; consuetudini; cibi

Compleanno e altre feste importanti; abitudini alimentari

Diverse forme di festeggiamento; tradizioni religiose; abbigliamento

Alimentazione; moda

Salute

Corpo umano

Sane abitudini di vita

Dipendenze; Aids; sessualità

Geografia

Principi di orientamento spaziale; lessico di base

Concetti di strutturazione dello spazio; percorsi; lessico specifico

Caratteristiche geografiche delle regioni del Paese d’origine

Natura; ecologia

Animali domestici, frutta; verdura; i quattro elementi; il bosco

Piante e animali; tempo atmosferico; tempo cronologico; uomo e natura

Lessico delle scienze naturali; ecologia

Favole; storie; letteratura; arte

Canti; rime; favole; libri illustrati

Storie, leggende, favole della propria terra; biblioteca interculturale

Brani letterari scelti: classici e moderni; film; arte e mezzi di comunicazione diversi; artisti

Il Paese d’origine;

storia

Quando ero piccolo…; viaggiare nel Paese d’origine; vacanze

Storia della famiglia, emigrazione; il Paese d’origine ieri e oggi

Storia; studi sociali; educazione civica

Lavoro; professioni

Il lavoro dei genitori; le professioni nella scuola

L’utilità del lavoro; la professione ideale

Scelta della professione nell’incertezza tra integrazione e rimpatrio. Trasformazione delle professioni nel Paese d’origine; impostazione di domande di lavoro secondo sesso e cultura; disoccupazione

 

8. GLOSSARIO

Nel glossario viene definita e spiegata la terminologia essenziale relativa all’ambito linguistico e a quello politico-culturale. Essa è molto importante per la comprensione dei Programmi didattici e contribuisce alla migliore comprensione delle situazioni specifiche dei bambini di famiglie immigrate.

Paese di accoglienza
È il Paese in cui una famiglia (o un padre o una madre) è immigrata per stabilirvisi in maniera temporanea o definitiva (nel nostro caso la Svizzera).

Dialetto
Un dialetto è una lingua circoscritta ad un luogo o ad una regione oppure è la variante regionale di una lingua. I dialetti appaiono raramente in forma scritta. Possono differenziarsi fortemente dalla lingua standard. Il dialetto può equivalere alla lingua di una determinata zona.

Prima lingua
L’apprendimento della prima lingua è, di regola, il primo ed il più importante. Esso procede parallelamente allo sviluppo cognitivo e sociale. Normalmente un bambino in età scolare è in condizione di farsi capire chiaramente nella propria prima lingua (già definita “lingua materna”). Per bambini di famiglie immigrate questa lingua può corrispondere alla lingua del Paese d’origine (v. nota nella colonna adiacente). La prima lingua rimane tale, anche se nel tempo non sarà più la lingua dominante.

Linguaggi specifici
Un linguaggio specifico è una variante della lingua standard caratterizzato da un lessico settoriale.

Lingua/e della famiglia
Si tratta della lingua (a volte delle due lingue), parlata generalmente nella cerchia familiare. Non deve necessariamente corrispondere alla prima lingua dei bambini o a quella locale.

Parlanti in lingua straniera
Vengono considerati parlanti in lingua straniera quei bambini che hanno padronanza della loro prima lingua, ma che non conoscono o parlano a malapena la lingua usata nella quotidianità nell’ambiente in cui vivono: nel nostro caso lo svizzero tedesco o il tedesco.

L’essere di lingua straniera non è una condizione permanente. In breve tempo i bambini di lingua straniera perdono parzialmente questa attribuzione nel momento in cui diventano bilingui.

Cultura d’origine
La cultura d’origine corrisponde alla cultura del Paese d’origine o alla cultura della regione corrispondente.

Paese d’origine
Si tratta del Paese in cui originariamente sono vissuti membri di una famiglia immigrata. Può non essere il Paese nel quale hanno soggiornato ultimamente.

Lingua d’origine
La lingua d’origine è quella che nel Paese di provenienza degli immigrati è la lingua regionale e/o la lingua standard. In questi programmi parliamo anche di lingua dei corsi di lingua e cultura.

Lingua alta, lingua standard
La lingua standard corrisponde alla lingua scritta, alla lingua ufficiale, alla lingua letteraria. Il termine lingua standard viene usato come sinonimo di lingua alta. Essa è soggetta ad un processo di standardizzazione permanente che viene controllato e trasmesso dai canali pubblici della comunicazione, ma soprattutto dal sistema scolastico.
La padronanza della lingua standard è l’obiettivo primario della didattica della lingua nella scuola.

Identità (biculturale)
L’identità è la percezione del proprio essere. Per identità biculturale si intende un’identità personale e compiuta che si manifesta nella capacità di comunicare e di agire in due sistemi di riferimento diversi per cultura e per lingua.

Integrazione, integrare
L’integrazione sottintende un processo in cui persone e gruppi con differenti retroterra sociale, culturale e linguistico raggiungono in una società una partecipazione sociale e politica paritaria e sono rispettati con le proprie peculiarità linguistico-culturali.

Interferenza
Si parla di interferenza quando alcuni elementi della prima lingua vengono trasferiti ad un’altra lingua nella quale risultano errati.

Competenza interculturale
La competenza interculturale include il comprendere e l’agire in due culture diverse attivando le connessioni adeguate alla situazione e alternandole opportunamente. Vivere in due culture può offrire l’opportunità di ampliare questa competenza socialmente importante.

Mediazione culturale, l’insegnante dei corsi come mediatore di cultura
Dove si incontrano persone appartenenti a sistemi di riferimento culturali diversi, possono sorgere difficoltà di comunicazione, come malintesi, incomprensioni, diffidenze, ecc. L’insegnante dei corsi di lingua e cultura in questo genere di conflitti può mediare e contribuire ad attenuare i problemi, a risolverli oppure persino ad evitarli.

Pluralità di L1, apprendimento bilingue
Molti bambini imparano fin dall’inizio non solo una ma due o più lingue contemporaneamente o in tempi molto ravvicinati. In questo caso un bambino possiede più di una prima lingua; in questo caso si parla di un bilinguismo primario.

Esperienze di emigrazione
Queste sono esperienze specifiche delle persone che vivono l’emigrazione, cioè che lasciano un sistema sociale a loro noto per inserirsi in uno nuovo nel quale vivono in genere in una condizione di minoranza.

Lingua materna
Per lingua materna si intende la prima lingua appresa. L’espressione è imprecisa perché parte dal presupposto che solo la madre sia determinante per l’apprendimento della prima lingua. Tuttavia questi programmi la utilizzano perché essa viene usata ancora correntemente. Inoltre sottolinea l’aspetto emotivo della prima lingua. Così si può definire lingua materna quella con la quale si ha la più stretta relazione emotiva. Non è detto, però, che questa venga parlata senza errori.

Nuovi immigrati, nuovi trasferiti, nuovi arrivati
Queste espressioni sono usate come sinonimi; i nuovi trasferiti possono giungere anche da altre regioni del Paese o da altri quartieri della città.

Lingua regionale
La lingua regionale è la lingua corrente maggiormente usata nella zona, qui il dialetto svizzero-tedesco. Se la lingua locale e quella familiare non coincidono, la seconda è sottoposta ad una forte pressione da parte della prima. Soprattutto i bambini nel tempo possono preferire la lingua locale a quella della famiglia e farne uso come nuova lingua familiare.

Seconda lingua
Se un bambino che ha già acquisito una prima lingua ne impara una seconda, quest’ultima viene definita seconda lingua. Ciò si verifica nella maggior parte dei casi nell’ambito dell’educazione linguistica in età scolare e dopo la pubertà, poiché normalmente la prima lingua (o le prime lingue) si apprende da piccoli. Generalmente l’apprendimento della seconda lingua non serve più ad acquisire nuovi concetti. Esso può continuare a svilupparsi sui concetti già acquisiti con la prima lingua. Sporadicamente in famiglie bilingui o plurilingui può risultare difficile la distinzione tra seconda o ulteriore prima lingua.

Apprendimento della seconda lingua
Nella didattica della lingua, si fa una distinzione fra l’apprendimento della seconda lingua e quello della lingua straniera. Se un bambino impara la seconda lingua in un Paese in cui questa lingua viene usata come lingua di uso comune o a scuola, allora si tratta di acquisizione della seconda lingua. I bambini stranieri che vivono nella Svizzera tedesca, imparano dunque il tedesco come seconda lingua.

Bilinguismo
Il bilinguismo è la capacità individuale di usare due o più lingue in maniera intercambiabile (equilinguismo). Questa è la definizione di un obiettivo, non un punto di partenza: perciò le competenze nelle due lingue non si devono necessariamente sovrapporre. Se esiste una grande differenza tra la competenza in una lingua e l’altra, si parla allora di bilinguismo dominante. Il livello del bilinguismo dipende tra l’altro dalla facilità con cui le competenze mancanti in una lingua possono essere compensate con quelle nell’altra lingua.

Nel caso in cui la padronanza delle due lingue sia ridotta, si parla di semilinguismo.

 

[1] Tutti i termini scritti in corsivo sono definiti e spiegati nel glossario (cap. 8) perché di importanza fondamentale per ll’interpretazione del testo.

[2] Per normale orario di insegnamento si intende l’arco di tempo che va dalle 7.30 alle 16.20 per la scuola elementare (I-VI classe), dalle 7.30 alle 18.00 per il ciclo superiore (VII-IX classe), eccetto la pausa di mezzogiorno, i pomeriggi di sabato e mercoledì normalmente liberi, il sabato mattina dove è in vigore la settimana di cinque giorni.

[3] Vedi regolamento sulla valutazione del 30 maggio 1989, §.5

[4] Confronta anche le note esplicative relative al Regolamento sulle promozioni del 30 maggio 1989.

[5] Istituzioni e relative denominazioni sono state parzialmente modificate:
Direzione Cantonale dell’Educazione → Direzione Cantonale dell’Istruzione
Consiglio Cantonale dell’Educazione → Consiglio Cantonale dell’Istruzione
Reparto Pedagogico, Sezione Pedagogia per Stranieri → Reparto Scuola dell’Obbligo, Divisione di Pedagogia Interculturale.

Il “Pestalozzianum” è stato integrato nella Facoltà di Pedagogia dell’Università di Zurigo.

[6] I presenti programmi si riferiscono alla scuola dell’obbligo. Tuttavia, secondo il Regolamento e in accordo con le Autorità scolastiche locali, i corsi di lingua e cultura possono essere organizzati anche nelle scuole materne.